La casa del chirurgo

La “Domus del Chirurgo” risale alla seconda metà del II secolo d.C. Dagli studi effettuati risulta che in quel tempo l'edificio si affacciava direttamente sul mare, che lambiva la parte settentrionale della città e che oggi risulta ritiratosi di oltre 1 km.

Struttura dell'abitazione

A due piani, aveva muri di argilla che poggiavano su zoccoli in muratura. Attraverso un piccolo ingresso, si accedeva a un disimpegno che conduceva a un corridoio. Su un lato del corridoio si apriva un cortile interno, sull’altro varie altre stanze. La casa possedeva una sala da pranzo (triclinium), una camera da letto (cubiculum), e due stanze di soggiorno. Una di queste, la taberna medica, era l’ambulatorio dove Eutyches visitava i suoi pazienti, li operava e, a volte, li ricoverava. In questa stanza si trova il mosaico di Orfeo tra gli animali.

Su un frammento di muro del cubiculum, inoltre, gli archeologi hanno messo in luce l’iscrizione “Eutyches homo bonus”. Il graffito, probabilmente inciso da un paziente ricoverato nella domus, ha permesso di risalire al nome del proprietario di casa.
All’interno della casa, poi, erano presenti alcuni ambienti minori, come una stanza riscaldata (ipocausto), una latrina. Al piano superiore, troviamo la cucina e la dispensa.

Gli arredi e le decorazioni della Domus testimoniano il gusto orientale del padrone di casa, un uomo raffinato e colto, oltre che molto ricco. Così, anche i mosaici, fiore all’occhiello della Domus, rispecchiano questa tendenza.
Alcuni sono policromi, altri decorati a motivi geometrici bianchi e neri. Tutti particolarmente ben conservati. I soggetti rappresentati ci riportano a un’epoca lontana.
Ricordiamo in particolare, il mosaico raffigurante Orfeo tra gli animali: colorato e riccamente decorato, raffigura Orfeo al centro, attorniato da animali del bosco, come è frequente nelle raffigurazioni classiche. Secondo la leggenda, Orfeo era figlio di Apollo e di Calliope e riusciva ad incantare gli animali grazie al suo canto melodioso.
Nella stanza attigua, più piccola, i mosaici ricamano motivi neri e bianchi, simmetrici.

Dopo la metà del III secolo, sotto l’imperatore Gallieno, un’incursione di Alemanni mise a ferro e fuoco Ariminum (antica Rimini) e la domus fu distrutta da un incendio. Proprio il crollo del tetto ha consentito la perfetta conservazione dei mosaici, degli arredi e degli utensili.

DOMUS DEL CHIRURGO - Piazza Ferrari
47921 - Rimini
tel. 0541 793 851 - musei@comune.rimini.it

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